«Mamma, scusa, sono arrivati in anticipo», mi sussurò Serafina, ma il suo sorriso svanì quando la luce dell’atelier illuminò la cicatrice sul mio viso. Poi la risata di Donato Bianchi squarciò…
La risata di Donato Bianchi echeggiò nell’atelier come una lama. «La ferita sul suo viso è orribile», disse ad alta voce, rivolgendosi a tutta la stanza. «Dovrebbe indossare una maschera. Sembra un mostro. Rovinerà le immagini del matrimonio dei ragazzi. » Nessuno lo fermò. Mia figlia Serafina distolse lo sguardo, il mio futuro genero Vincenzo … Read more